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Fotografie del 37° anniversario della morte del Brg. Di P.S. Lugi Carluccio.

Lunedì 16 Luglio, si è svolta a Como la commemorazione del brigadiere di P.S. Luigi CARLUCCIO. Quest’anno, grazie all’impegno del signor Questore, dottor Giuseppe De Angelis (che sta dimostrando efficienza nel suo ruolo e sensibilità nei rapporti con la società civile comasca, nonchè verso l’ A.N.P.S.), la presenza del Figlio Alessandro Carluccio e di colleghi in servizio e in divisa è stata numerosa. Nella Basilica di San Fedele il cappellano della Polizia di Stato Don Giorgio Spata ha celebrato una S.Messa. Presenti, oltre al Signor Questore, il dott. Eliseo NOCOLI’ Vice Questore Vicario,   le massime autorità cittadine. Dal Vice prefetto Dott.ssa Giuliana Antonella LONGHI,  al sindaco di Como dottor Mario Landriscina, gli alti gradi dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dell’Esercito nonché delle Polizie Provinciali e locali.

Il Presidente  A.n.p.s. di Como, Cav. Mauro Inama, ha un ricordo personale del Brigadiere Carluccio, avendo frequentato lo stesso 32° corso allievi Guardie di P.S. a Vicenza nel 1972.

Carluccio frequentò un corso Sottufficiali di Nettuno dopo quello del sottoscritto, il 21^. Il cappellano nella sua omelia ha ricordato l’evento tragico, che causò la morte del brigadiere Carluccio. In quel lontano 1982, menti e mani assassine, rimaste ignote, disseminarono di ordigni esplosivi diversi esercizi commerciali di Como. Un disegno criminoso che aveva certamente delle finalità, non necessariamente politiche, come sembrò allora. Il bravo artificiere Carluccio fu chiamato in piena notte a disinnescare gli ordigni. Ci riusci a farlo con diversi, prima di rimanere dilaniato da uno, forse difettoso.

Erano tempi di disordini politici e quella pista fu battuta principalmente. Senza risultato. E senza giustizia per la giovane vedova e per il  piccolissimo figlio Alessandro (oggi agente in servizio nell’aticrimine).

Come accennava il cappellano don Giorgio, a volte in Italia si ha l’impressione che prevalere non siano le forze dell’ordine, ma il male. Però tutti noi, appartenenti alla Polizia di Stato, in servizio o in quiescenza, crediamo nelle Leggi dello Stato e lo serviamo col proposito di combattere e sconfiggere qualunque tipo di criminalità.  Il brigadiere Carluccio con il suo gesto eroico, e tutti i caduti della Corpo, sono li a ricordarcelo. Rendiamo onore alla loro memoria, perché sono la nostra memoria e quella di tutti i cittadini onesti.

 Giovanni Tancredi. Brigadiere di P.S. in pensione.

 

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